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IL SUD BRUCIA ANCORA: 45 ROGHI. GRAVE FIGLIA DI UNA DELLE VITTIME
Messina, 23 ago. (Apcom) - E' arrivato in Prefettura a Messina il capo della Protezione civile, Guido Bertolaso, per un vertice con il prefetto Francesco Alecci e i sindaci di Patti e Naso, i due Comuni maggiormente colpiti dagli incendi che da ormai quasi 48 ore insistono sulla Costa tirrenica della provincia di Messina. Bertolaso all'arrivo ha precisato che in tutto il Sud Italia "tra Basilicata, Campania e Sicilia ci sono in tutto 45 roghi attivi". Non si arresta infatti la linea di fuoco che ha oltre 24 ore avvolge il comprensorio boschivo pattese, in provincia di Messina, dove ieri, nell'incendio di un agriturismo, hanno perso la vita tre persone. I vigili del fuoco del distaccamento di Patti sono all'opera, ininterrottamente, nel tentativo di contenere le decine di roghi che continuano a bruciare. Due, gli uomini del 115 che nella notte, intossicati dal fumo, sono stati ricoverati in ospedale. Alle operazioni partecipano anche gli uomini della Forestale mentre dall'alba sulla zona stanno intervenendo anche i Canadair inviati dalla Protezione civile. La situazione rimane critica. Nelle zone limitrofe all'area degli incendi e nei villaggi della costa l'aria è irrespirabile. Sulle abitazioni da ieri, trasportata dal vento di scirocco, continua a cadere cenere. Fiamme hanno lambito anche parte dell'autostrada Palermo-Messina, all'altezza per l'uscita per Sant'Agata Militello, rendendo necessario interrompere la circolazione. La matrice dolosa degli incendi è la pista seguita dagli investigatori, dopo il vertice notturno tenutosi in Prefettura a Messina, per fare il punto sulla situazione e sulla tragedia dell'agriturismo di Patti. Sotto esame, a questo proposito, in particolare una segnalazione giunta al 112 che indicava due uomini scendere da un'auto e appiccare il fuoco vicino all'agriturismo. Gli investigatori però escludono si possa parlare di una regia unica. Intanto tra i feriti nel rogo dell'agriturismo "Il rifugio del Falco", dove ieri hanno perso la vita un'impiegata, Concettina Scafidi, Costantino Cucinotta e la cognata Lucia Natoli, restano critiche le condizioni di Matteo Cucinotta, fratello di Costantino e marito di Lucia Natoli. L'uomo è ricoverato all'ospedale "Cardarelli" di Napoli insieme alla suocera novantenne, anche lei in gravissime condizioni. Prossima al trasferimento al "Cardarelli" di Napoli è anche la figlia 21enne di Matteo Cucinotta e Lucia Natoli, una delle tre vittime del rogo dell'agriturismo "Il rifugio del falco". Valentina Cucinotta presenta infatti ustioni di primo secondo e terzo grado su una superficie cutanea del 38% del corpo, è il caso più grave tra i 4 feriti nell'incendio ricoverati al Policlinico di Messina. Altri 12 feriti lievemente sono negli ospedali di Barcellona Pozzo di Gotto, Messina e Patti. Sono stati intanto tutti spenti i focolai dell'incendio che per due giorni ha stretto in una morsa di fuoco Cefalù (Palermo). Brucia ancora, invece, il Cilento, ma diversi focolai sono divampati anche nei Comuni di Eboli, Vallo della Lucania e Sala Consilina. I Comuni sulla costa che ieri sono stati colpiti dalle fiamme, come Montecorice, Ascea Marina, Ogliastro, Casa del Conte e Castellabate, sono ancora interessati da roghi di piccole entità. Oggi, però, sterpaglie che bruciano sono state individuate ad Acciaroli e Agropoli. Intanto non si smorzano le polemiche sui soccorsi. "Il 70% del personale tecnico delle protezione civile è formato da personale precario e la quasi totalità è in ferie forzate", dice ad Apcom, Enzo Abbinanti, segretario regionale delle Funzione Pubblica della Cgil siciliana. "Il personale tecnico - spiega Abbinanti - lavora alla centrale operativa e si occupa di prevenzione e coordinamento di eventi calamitosi in genere: sono queste le azioni che svolge la protezione civile. Si occupano quindi anche di coordinare le attività antincendio: il 70% è in ferie forzate". |
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