torna all'homepage del sito visita il sito di Indicod-Ecr
 
cerca nel sito: trova
 

 

Homepage > Notizie del giorno  
 

DARFUR, CARTER ACCUSA KHARTOUM DI "CRIMINI CONTRO UMANITA'"

Khartoum, 5 ott. (Ap) - La visita in Sudan degli "Elders" , il gruppo degli 'anziani' nato la scorsa estate su iniziativa dell'ex presidente sudafricano Nelson Mandela per favorire la soluzione delle crisi del mondo, si è conclusa con un duro atto di accusa contro Khartoum per le violenze in atto nella regione del Darfur.

Il leader del gruppo, l'arcivescovo sudafricano e Premio Nobel per la Pace Desmond Tutu ha detto di essere rimasto sgomento di fronte "all'incredibile miseria" in cui sono costretti a vivere gli sfollati, a cui ha fatto visita nel sud del Darfur. La moglie di Mandela, Graca Machel, ha tuonato contro le diffuse violenze commesse ai danni delle donne, vittime di stupri, accusando il governo di indifferenza. L'ex presidente americano, Jimmy Carter, non ha esitato ad accusare Khartoum di "crimini contro l'umanità", criticando il sostegno garantito dal governo alle milizie arabe dei janjaweed (diavoli a cavallo, ndr) per reprimere la rivolta dei ribelli, che ha portato alla "pulizia etnica" degli africani.

Il conflitto scoppiato nel febbraio 2003, quando i ribelli impugnarono le armi contro Khartoum per chiedere maggiore autonomia amministrativa e più risorse per lo sviluppo, ha causato finora almeno 200.000 morti e oltre 2,5 milioni di profughi e sfollati. "Noi speriamo di non essere visti cone un altro gruppo turistico in cerca di photo-opportunities", ha detto Tutu, promettendo l'impegno dell'organizzazione per la risoluzione del conflitto. Ancora incerti i risultati ottenuti dalla missione presso Khartoum: Carter ha annunciato l'impegno del presidente sudanese, Omar al Bashir, per un fondo di 100 milioni di dollari (70 milioni di euro) per risarcimenti alle vittime del conflitto, da aggiungere ad altri 200 milioni (140 milioni di euro) versati dalla Cina. Tuttavia, è poi emerso che parte di questi fondi sono stati stanziati lo scorso anno per la ricostruzione. Al Bashir ha poi accettato di invitare osservatori internazionali del centro Carter per le elezioni generali del 2009, cruciali per il mantenimento della pace nel Sud Sudan e migliorare le condizioni di vita in Darfur.

Gli anziani hanno quindi rivolto un appello ai ribelli del Darfur perchè partecipino ai negoziati di pace al via il prossimo 27 ottobre in Libia e hanno rivolto una serie di raccomandazioni ai leader mondiali, all'Onu e all'Unione africana. Tra queste figurano la proposta di avere al tavolo dei negoziati una rappresentanza femminile del 30% e di garantire anche la presenza dei civili. "Alcuni di questi gruppi ribelli non rappresentano nessuno, sono solo dei banditi", ha detto Carter. Da parte sua, il diplomatico algerino Lakhdar Brahimi, membro anche lui degli "anziani", ha ammonito a non fare troppe concessioni ai leader ribelli che si rifiutano di partecipare ai colloqui di pace. "Non meritano di essere leader" se si rifiutano di sedere al tavolo del negoziato, ha detto Brahimi, facendo chiaro riferimento al capo del Movimento di liberazione del Sudan (Slm), Abdul Wahid El Nur, che ha boicottato finora ogni iniziativa di pace. "Non voglio dire niente di spiacevole su Tripoli - ha aggiunto Carter - ma sarà un processo lungo e difficile".

La visita degli anziani in Darfur è avvenuta all'indomani del più sanguinoso attacco lanciato finora contro la missione di pace dell'Unione africana in Sudan (Amis), presente nella regione dal 2004. Uomini armati, non ancora meglio identificati, hanno attaccato la base di Haskanita nel Darfur del Sud, uccidendo 10 caschi verde, di cui sette nigeriani, uno del Botswana, uno del Senegal e un altro del Mali. Oggi, la Nigeria ha sepolto i suoi caduti e ha promesso di mantenere il suo impegno per la pace nella regione sudanese. Al momento, il governo di Abuja è presente con 800 uomini su 7.000 e nelle scorse settimane ha promesso di inviare altrettanti caschi verdi nell'ambito della missione di pace congiunta Onu-Ua, di circa 26.000 uomini, che rimpiazzerà l'Amis alla fine dell'anno. Gli anziani hanno sollecitato i paesi occidentali a garantire tutto il loro sostegno alla nuova missione di paca, ritenuta essenziale per la sicurezza dei civili. "Dite ai vostri governo di muoversi", ha concluso Tutu, rivolgendosi all'opinione pubblica occidentale.

Indicod-Ecr: C.F. 80140330152

Privacy Disclaimer Credits