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ABORTO, LA POLIZIA IRROMPE IN POLICLINICO NAPOLI PER 'FETICIDIO'

Roma, 12 feb. (Apcom) - Agenti di polizia hanno fatto irruzione nel Policlinico dell'Università Federico II di Napoli dicendo di aver avuto notizia di un 'feticidio', ma in realtà si trattava di un regolare aborto terapeutico. La denuncia arriva dall'Udi, Unione delle donne in Italia, che è stata allertata dallo stesso medico che aveva operato l'interruzione di gravidanza, motivata da una grave malattia congenita del feto. Gli agenti hanno anche sequestrato il feto, che quando è stato espulso era già morto da due giorni nel ventre materno.

Sette agenti del commissariato Arenella la sera dell'11 febbraio - raccontano all'associazione - hanno fatto irruzione senza un mandato dicendo di aver avuto notizia di un feticidio". Così hanno interrogato una donna che era appena stata sottoposta ad aborto terapeutico, chiedendo dove fosse il feto. L'aborto era stato invece operato nel pieno rispetto della legge 194, alla quarta settimana di gravidanza, e la donna, di 39 anni, aveva espulso un feto già morto da due giorni. "Era una gravidanza attesa e voluta, la donna voleva quel figlio - sottolineano all'Udi - ma il feto era già morto e si era reso necessario l'intervento".

Sull'accaduto si sono già espressi i ministri per i Diritti e le pari opportunità, Barbara Pollastrini e il ministro delle SAnità LIvia Turco. Per la prima "si sta cercando di creare un clima anti 194", mentre la Turco si è detta "profondamente turbata da quanto è accaduto al Nuovo Policlinico di Napoli. E' un episodio che penso debba farci riflettere tutti perché rispecchia il clima di tensione inaccettabile che si è venuto a creare attorno ad una delle scelte più drammatiche per una donna come quella di rinunciare ad una maternità".

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