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Direttore Cern: Da esperimento acceleratore particelle no rischi
Roma, 5 set. (Apcom) - Non c'è nessun rischio legato all'esperimento dell'acceleratore di particelle che avrà luogo il 10 settembre prossimo al Cern di Ginevra. A chiarirlo è stato Robert Aymar, direttore generale del Cern, secondo il quale "coloro che avanzano questi dubbi non sono scienziati, è tutto frutto di una fissazione". Aymar liquida così la polemica sui possibili rischi legati all'esperimento del Large Hadron Collider (Lhc) nel corso della celebrazione, a Piacenza, del centenario della nascita di Edoardo Amaldi, uno dei più grandi scienziati del secolo scorso, nato 100 anni fa nelle città in riva al Po. L'esperimento del Cern prevede di ricreare, nell'acceleratore di particelle più potente del mondo, costruito 100 metri sotto il livello del suolo, le condizioni immediatamente successive al Big Bang, la grande esplosione che miliardi e miliardi di millenni fa diede origine al nostro universo per scoprire, in sostanza, la forza o la materia alla base della nascita dell'Universo. Un certo numero di ricercatori ha paventato il rischio che l'esperimento possa in qualche modo innescare la formazione di un "buco nero", dal quale il nostro pianeta potrebbe essere inghiottito, ed ha presentato un esposto alla Corte europea dei diritti dell'uomo. La Corte l'ha respinto. Drastico il giudizio di Aymar: "E' possibile - ha spiegato a Piacenza - che questa 'fissazione' sia stata proposta attraverso i media per pubblicità personale, e perché è più facile vendere la paura che vendere cose normali. La fine del mondo? E' una eventualità che rigetto radicalmente". Per il 10 settembre, dunque, non c'è da aver paura: la 'partenza' dell'Lhc sarà sicura e indolore e "non ci sono da temere eventi virtuali che non potranno mai accadere. Potremo dormire, quel giorno, tra due guanciali".
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