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Retail Outlook - maggio 2008La congiuntura delle imprese commerciali: principali evidenze Prezzi alla produzione ancora in forte crescita nel mese di marzo, soprattutto per i beni energetici (+ 16,8% rispetto allo stesso mese dell’anno scorso). Le imprese commerciali navigano “a vista”. L’andamento del ciclo commerciale, pur in territorio positivo, segnala ancora forte instabilità. Rispetto allo stesso mese dell’anno precedente si evidenzia una riduzione reale delle vendite - corretto con i giorni lavorativi - pari a -1,6%, a sottolineare le difficoltà economiche del settore a fronte di un andamento dei consumi europei non favorevole. Tra i principali paesi europei – Francia, Germania, Spagna, Regno Unito – si registrano segnali di un andamento delle vendite che si sta indebolendo, anche in quei casi come ad esempio nel Regno Unito in cui ormai da molto tempo il trend di crescita reale del fatturato era positivo.
Le vendite delle imprese commerciali in Italia L’andamento delle vendite reali del mese di febbraio 2008 - dato corretto sul numero dei giorni lavorativi – evidenzia, infatti, un valore positivo (+0,4%): tale andamento riguarda sia il comparto alimentare, e in particolare la componente specializzata, sia quello non alimentare con la sola eccezione del comparto dei libri e giornali. Più in generale, occorre sottolineare come permangano elevate difficoltà delle imprese commerciali - in modo particolare nella vendita di prodotti alimentari, di elettronica di consumo e di beni per la casa – come conseguenza di prospettive economiche generali che creano uno stato di crescente incertezza nelle famiglie e che finiscono per ampliare l’impatto del ciclo economico sui consumi anche per un effetto psicologico.
Prezzi al consumo e prezzi alla produzione Più contenuta, ancorché in crescita, è invece risultata la dinamica in ragione di anno dei prezzi dei beni non di largo consumo che, sempre ad aprile, sono aumentati del 2,9%.
Distribuzione moderna e ciclo commerciale In ultimo, occorre segnalare un rallentamento relativo alle aspettative di aumento dei prezzi di vendita nei prossimi mesi, a testimonianza del fatto che le imprese sembrano puntare nel prossimo futuro soprattutto a sostenere per quanto possibile il livello di consumi, anche in presenza di aumenti nei costi di distribuzione dovuti sia ai crescenti costi aziendali interni sia alle pressioni inflazionistiche a monte delle diverse filiere.
Le informazioni riportate sono aggiornate al 16 maggio 2008 e riguardano elaborazioni compiute da TradeLab su dati ufficiali Eurostat, Istat e Isae. |
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