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Retail Outlook - febbraio e marzo 2009
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I risultati di marzo 2009
La congiuntura delle imprese commerciali: principali evidenze
- A gennaio, il volume delle vendite delle imprese commerciali nell’area euro (EA 16 paesi) è lievemente cresciuto. Rispetto al mese di dicembre si è registrata, infatti, una crescita dello 0,1%, come effetto di un andamento negativo delle vendite nel comparto alimentare (-0,3%) e una dinamica positiva di quello non alimentare (+0,4%).
- La fase di rallentamento della dinamica dei prezzi al consumo iniziata ad agosto scorso sembra essersi arrestata nel mese di febbraio: i prezzi dei beni di largo e generale consumo hanno, infatti, segnalato un valore tendenziale identico a quello registrato nel mese precedente (+3,9%). Invariata rimane anche la dinamica tendenziale dei prezzi dei beni non di largo consumo (+0,4%).
- L’andamento del ciclo commerciale – che mette in relazione il giudizio sulla situazione attuale degli affari e le aspettative di breve periodo delle imprese – si mantiene per il terzo mese consecutivo nell’area del quadrante che segnala la fase recessiva e non sembrano esserci segnali di cambiamento significativo.
Le vendite delle imprese commerciali in Europa
A gennaio, il volume delle vendite delle imprese commerciali nell’area euro (EA 16 paesi) è lievemente cresciuto. Rispetto al mese di dicembre si è registrata, infatti, una crescita dello 0,1%, come effetto di un andamento negativo delle vendite nel comparto alimentare (-0,3%) e una dinamica positiva di quello non alimentare (+0,4%). A livello tendenziale ciò ha determinato un rallentamento nella dinamica negativa, che ha comunque registrato un andamento delle vendite pari a -2,2% rispetto allo stesso mese del 2008. Tale andamento ha riguardato in ugual misura entrambi i comparti (-2,4% nell’alimentare e -2,2% nel non alimentare) a testimonianza di una difficoltà generalizzata nella tenuta dei consumi delle famiglie.
Questo segnale di lieve ripresa del volume delle vendite sembra caratterizzare gran parte dei paesi dell’area euro, seppur con diversa intensità. Occorre comunque ancora una volta segnalare un peggioramento nel dato congiunturale della Germania (-0,6% rispetto al mese precedente), con una variazione tendenziale che è passata da +0,4% al -1,3%; tendenza opposta si segnala nel Regno Unito che ha registrato un progressivo e consistente miglioramento nella dinamica delle vendite (+1,6% rispetto al mese precedente), che ha portato i valori tendenziali dal +1,1% al +2,9%. Analoga tendenza positiva per le vendite in Francia (+2% rispetto al mese precedente) con un tendenziale che rimane ancora negativo seppur di poco (-0,1%).
Le vendite delle imprese commerciali in Italia
Nel mese di dicembre le vendite delle imprese commerciali in Italia hanno registrato per il quinto mese consecutivo un peggioramento, riducendo ulteriormente il livello di volumi (-0,4%) rispetto a quanto registrato nel mese precedente. Tale andamento negativo è risultato particolarmente rilevante nel comparto dell’alimentare despecializzato (-1,1% rispetto al mese precedente).
Dal punto di vista merceologico, tutti i comparti hanno fatto registrare a dicembre consistenti variazioni congiunturali negative. In particolare, si segnala l’andamento negativo delle vendite nel comparto dell’elettronica e dei prodotti per la casa (-0,6% rispetto al mese precedente) e in quello dell’abbigliamento e calzature (-0,6%), due comparti che avevano già fatto registrare dinamiche negative nei mesi precedenti.
Prezzi al consumo e prezzi alla produzione
La fase di rallentamento della dinamica dei prezzi al consumo iniziata ad agosto scorso sembra essersi arrestata nel mese di febbraio: i prezzi dei beni di largo e generale consumo hanno, infatti, segnalato un valore tendenziale identico a quello registrato nel mese precedente (+3,9%). Invariata rimane anche la dinamica tendenziale dei prezzi dei beni non di largo consumo (+0,4%).
Per il secondo mese consecutivo si assiste a una diminuzione tendenziale dei prezzi alla produzione (-2% rispetto al -0,7%), sia come conseguenza dell’ulteriore rallentamento dell’economia sia come effetto della consistente riduzione del prezzo dei beni energetici (-9% negli ultimi dodici mesi).
Distribuzione moderna e ciclo commerciale
Nel mese di febbraio si è assistito a una leggera ripresa della fiducia delle imprese della distribuzione moderna, a testimonianza del fatto che nonostante la situazione economica generale sia “seria e difficile” il sentiment degli operatori cerca comunque di raccogliere qualsiasi “bava di vento” presente sul mercato.
L’andamento del ciclo commerciale – che mette in relazione il giudizio sulla situazione attuale degli affari e le aspettative di breve periodo delle imprese – si mantiene per il terzo mese consecutivo nell’area del quadrante che segnala la fase recessiva e non sembrano esserci segnali di cambiamento significativo.
Data anche la perdurante debolezza della domanda interna dovuta ai consumi, tra le imprese della distribuzione moderna permane un “congelamento” dei prezzi di vendita anche per i prossimi mesi.
Le informazioni riportate sono aggiornate al 17 marzo 2009 e riguardano elaborazioni compiute da TradeLab su dati ufficiali Eurostat, Istat e Isae.
Note:
- I dati dell’area euro da gennaio 2009 riguarderanno i seguenti 16 Paesi: Austria, Belgio, Cipro, Finlandia, Francia, Germania, Irlanda, Italia, Grecia, Lussemburgo, Malta, Olanda, Portogallo, Slovacchia, Slovenia, Spagna.
- I prezzi alla produzione da gennaio 2009 saranno calcolati su base anno 2005
- I prezzi al consumo non subiscono variazioni (base=1995)
- Nei volumi delle vendite delle imprese commerciali da gennaio 2009 sarà incluso il valore della benzina
A cura di TradeLab
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