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Le principali evidenzeIl caro prezzi è in cima alle preoccupazioni degli Italiani che sono consapevoli di dover fronteggiare una crisi lunga e profonda. La percezione è che le voci che incidono di più sul bilancio familiare sono le spese per i prodotti alimentari e di consumo, le tasse e le spese per i trasporti pubblici e privati. Questi sono i principali risultati dell’Osservatorio di Findomestic Banca presentato lo scorso dicembre a Milano. Le preoccupazioni degli Italiani Seguono gli episodi di malasanità a cui sono sensibili soprattutto i giovani. Al quarto posto si ritrova la paura di dover rinunciare all’attuale tenore di vita: un timore che riguarda le famiglie con figli e quanti percepiscono un reddito da lavoro dipendente. Vengono inoltre evidenziate le paura per le “ondate migratorie” e la sensibilità all’emergenza rifiuti. In quest’ultimo caso coloro che si sono dimostrati maggiormente sensibili sono i giovani, quanti hanno un’istruzione superiore e gli abitanti del Centro Sud. Il ricorso all’indebitamento eccessivo sta all’ultimo posto della graduatoria per tutti Il sistema Paese
Gli elementi che si ritiene incidano sul budget famigliare sono l’ascesa dei prezzi dei generi alimentari, i costi inerenti la casa, le tasse, le spese per i trasporti e la salute. Le colpe maggiori si attribuiscono ai negozianti che sono visti come l’anello finale della catena e al minor numero di servizi pubblici gratuiti. Si pensi ad esempio a servizi che si fruiscono sul territorio come l’ecopass nel caso di Milano, la sanità e i trasporti. Gli intervistati sono tuttavia in grado di fare una certa autocritica sulle abitudini che impediscono loro di risparmiare come l’attaccamento alla qualità dei prodotti, l’uso troppo disinvolto del telefonino, l’eccessiva frequenza nel cambio dei beni tecnologici e il consumo elevato dell’elettricità per far funzionare molti elettrodomestici
Rimediare alla crisi Il totale delle percentuali supera cento perché molti intervistati pensano di adottare contemporaneamente più misure. Il 48% degli Italiani ritiene che occorra fin da ora attuare delle misure correttive del proprio budget. Questi si ritrovano soprattutto al Nord, nelle aree industrializzate e nelle grandi città. Circa un terzo degli Italiani mostra invece resistenza a cambiare il proprio tenore di vita e il livello di reddito: si tratta di un pubblico femminile, oppure di persone con redditi autonomi, senza figli, che abitano in centri di piccole dimensioni, soprattutto nel Nord Est.
Il 12% degli intervistati invece naviga a vista e decide giorno per giorno il da farsi: sono soprattutto coppie mature con istruzione medio bassa, pochi figli rimasti a casa e residenti nel Centro Sud del Paese. |
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