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La struttura distributivaA giugno 2009 è stato presentato il settimo Rapporto sulla distribuzione moderna nel mercato non alimentare a cura di Indicod-Ecr: un lavoro di analisi il cui obiettivo è quello di monitorare il ruolo della distribuzione moderna nei principali comparti merceologici che costituiscono il settore non alimentare e nelle diverse componenti specializzate e despecializzate. La struttura distributiva La situazione relativa al commercio al dettaglio fisso appare più chiara se si scompone il dato complessivo in base al grado di specializzazione merceologica: a soffrire maggiormente è difatti il commercio specializzato (che rappresenta l’86,5% del dettaglio fisso) sia alimentare (-1,9%) sia non alimentare (-0,7%), dove le grandi catene distributive tendono a sostituire un numero sempre più ampio di commercianti indipendenti. Le uniche a non risentire di queste problematiche, nell’ambito della distribuzione specializzata, sono le tabelle speciali (tipo tabacchi e carburanti), il cui trend continua ad essere positivo (+2,4%) grazie alla particolarità e ai regolamenti esistenti sulle merceologie veicolate. La parte rimanente (13,5%) del dettaglio fisso è rappresentata dal commercio despecializzato (ipermercati, supermercati, grandi magazzini), che sostanzialmente conferma alla fine del 2008 il trend dell’anno precedente (+0,5% corrispondente a circa 500 unità in più). Se nella precedente edizione si parlava di un preoccupante rallentamento delle aperture dovuto ad una situazione economica negativa e poco ottimistica per il futuro, quest’anno il punto di vista è diverso. Difatti, se si considera la flessione dello specializzato, si nota come alcune insegne stiano tentando di affrontare la crisi attraverso la capillarità di specifiche formule distributive (come i supermercati di medio-piccole dimensioni) capaci di venire incontro alla ritrovata esigenza di prossimità dei consumatori. Rispetto agli anni scorsi continuano ad aumentare i comparti in flessione, confermando una dinamica abbastanza preoccupante: anche nel 2008 i punti vendita di prodotti elettronici (dagli elettrodomestici alle TV, dai telefoni cellulari ai CD/DVD) e le rivendite di prodotti tessili e biancheria sono diminuiti a tassi più marcati (rispettivamente -3,7% e -4,5%). Seppur a tassi più contenuti, in calo si rilevano anche il comparto dei mobili (-1,9%), dei cosmetici (-1,6%) e della ferramenta (-0,3%). |
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