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Congiuntura e clima di fiduciaLa presente edizione dell’osservatorio (dicembre 2009) raccoglie il sentiment delle aziende in una fase ancora incerta del ciclo economico italiano. Congiuntura e clima di fiducia Gli associati Indicod-Ecr confermano l’attuale situazione di lenta ripresa del contesto economico, dove però rimangono forti i segnali di una crisi ancora non del tutto superata.Il clima di fiducia riprende gradualmente a salire e fa registrare ancora un sensibile aumento: l’indice generale passa da 83,0 a 91,0. La componente delle aspettative per i prossimi sei mesi del 2010, insita in questo valore sintetico, cresce, ma meno rispetto agli scorsi sei mesi, passando da 98,0 a 104,1. Si consolida quindi la convinzione che la fase più critica del ciclo economico sia appena passata, ma al futuro non si legano più aspettative brillanti: si intravede una ripresa lenta e difficile. Tra l’altro segnali simili provengono da più parti del mondo, prevalentemente dall’area Euro, dove in tutti i paesi momenti di ripresa economica convivono con altrettanti segnali di una situazione che ancora fatica a consolidarsi. Per l’occupazione si evidenzia ancora una situazione critica; negli ultimi sei mesi gli associati hanno registrato in termini assoluti un’ulteriore diminuzione, andando a disilludere le aspettative di sei mesi fa. Le aspettative attuali rimangono positive, ma crescono in modo meno ottimistico rispetto al primo semestre dell’anno; gli imprenditori hanno rilevato una riduzione degli organici, ma sperano che nei prossimi sei mesi la situazione cambierà in meglio (indicatore da 95,4 a 96,5).Il periodo intenso di crisi e la flessione del clima di fiducia hanno avuto quindi ripercussioni reali che continuano a generare effetti sulla diminuzione degli occupati, e quindi dei redditi, di conseguenza sulla continua debolezza della domanda interna. Meno negativa sembra essere stata la situazione per il commercio all’ingrosso e per una porzione delle imprese industriali più strettamente correlate al mondo del largo consumo. Per la GDO, che si mantiene comunque su tassi positivi, si registra un rallentamento della crescita (+0,7%). Le aspettative per il prossimo futuro sull’andamento degli affari della propria impresa mostrano una ripresa, in particolare per il largo consumo; più cauti rimangono gli imprenditori del commercio all’ingrosso e della GDO.Gli imprenditori cercano di essere ottimisti per il futuro anche nella seconda metà del 2009; gli indici del clima di fiducia per settore confermano le evidenze emerse a livello aggregato. C’è un sostanziale allineamento tra settori su valori simili, improntati ad una sensibile ripresa della fiducia percepita, superiori a 90, sebbene i valori rimangano ancora al di sotto del valore 100. Le aspettative crescono e tornano al di sopra del valore 100, sebbene l’incremento di ottimismo sia stato più contenuto rispetto alla precedente edizione.
In termini di ulteriori dimensioni di analisi, sono le imprese con il fatturato alto ad avere manifestato il miglioramento più consistente (l’indice aumenta di circa 15 punti) mentre a livello territoriale gli effetti di miglioramento sono maggiori al nord: in tutti i casi ci troviamo di fronte ad aspettative più ottimistiche che in passato.
Nel 2009 viene confermata una crescita limitata (circa 0,8% - fonte Istat – inflazione acquisita a dicembre 2009) del tasso di inflazione, in linea con le percezioni degli associati. Solo negli ultimi mesi del 2009, in realtà abbiamo cominciato a vedere qualche variazione positiva del tasso di crescita dei prezzi; questo ha spinto al rialzo le previsioni dell’Istat per i prossimi mesi, soprattutto in vista di un rincaro dei prezzi dei beni energetici. Anche gli associati prevedono un rialzo, sebbene contenuto, dei prezzi relativi al loro settore si appartenenza.
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