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Due anni di recessioneNel 1970 gli italiani spendevano più di un quarto dei loro soldi per generi alimentari, cura della persona e della casa. Oggi la percentuale è scesa al 20%. Ma questo non basta perché i consumi della famiglia italiana devono fare i conti con un reddito disponibile che si riduce sempre più, spese obbligate che continuano ad aumentare, un tasso di disoccupazione, prevalentemente femminile e giovanile, ancora alto e cambiamenti demografici consistenti.Imputata numero uno è la recessione che per due anni consecutivi ha depresso il PIL nazionale al punto che oggi la modesta crescita del 2010, per altro inferiore alla media di altri paesi europei, ha riportato il valore assoluto del Pil solo ai livelli di sette anni fa. Senza peraltro registrare un sensibile miglioramento per il bilancio delle famiglie: la disoccupazione è arrivata all’8,3% e anche chi il lavoro ce l’ha vede il proprio salario faticare a star dietro al pur limitato aumento dei prezzi. |
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