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Olanda. Una riflessione critica su iniziative realisticheIl workshop olandese sulla Future Value Chain (che ha riunito oltre 20 dirigenti in rappresentanza di retailer e produttori nazionali nel settore dei beni di consumo) aveva tre obiettivi. Il primo era condividere e sviluppare una vision sui trend che influiranno sull’industria olandese. Il secondo era determinare le collaborazioni necessarie per ottimizzare la catena del valore in Olanda nel 2020. Il terzo, lanciare attività per iniziative di collaborazione realistiche. Infine, si è ritenuto che i quattro trend chiave, che avranno un impatto maggiore in Olanda, sono:
Il gruppo ha poi evidenziato alcune aree di collaborazione da sviluppare per affrontare i trend sopra indicati. Nuove forme di collaborazione; superare gli ostacoli alla collaborazione. Il gruppo di lavoro ritiene che vi sia una reale necessità di aumentare la collaborazione, ma che il percorso sarà disseminato di sfide, dato che le aziende tendono a evitare la collaborazione nelle supply chain, convinte come sono che la catena distributiva possa rappresentare un vantaggio competitivo (un ostacolo, questo, che tuttavia si pensa verrà meno quando le aziende raggiungeranno il massimo livello di efficienza). Un’altra barriera è il timore che la parte con cui si collabora possa esercitare un maggiore potere nel rapporto di collaborazione. Questa barriera potrebbe essere superata inserendola nell’agenda dei CEO, per spostare l’interesse dalle esigenze individuali alla sostenibilità e ai benefici per gli stakeholder coinvolti. Creazione di un nuovo modello commerciale. La tradizionale collaborazione tra imprese non sembra funzionare, a causa dell’esistenza di supply chain diverse per fornitori e distributori differenti. Il gruppo ha proposto di integrare queste catene distributive creando un nuovo modello commerciale basato su forti alleanze. A tal fine, le aziende dovranno passare dal concetto di supply chain al concetto di piattaforma. Ottimizzazione della distribuzione al consumo. Alcune ricerche condotte nel Regno Unito dimostrano che oltre il 50% delle emissioni di anidride carbonica per il trasporto è imputabile ai consumatori, che raggiungono i negozi in automobile. (Lean and green, doing more with less,” David Simons and Robert Mason, ECR Journal, vol. 3, no. 1). Il gruppo ha anche identificato due forme di collaborazione: le piattaforme attuali, che hanno un’organizzazione formale e passiva; e le nuove piattaforme proattive, focalizzate sull’implementazione delle idee. Infine ha argomentato che tali piattaforme dovranno avere un carattere internazionale, imporranno degli obblighi e che le aziende che vi parteciperanno dovranno essere disposte a impegnarsi. Le idee non mancano di certo, ma la sfida risiede nel follow-up e nell’implementazione. |
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