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Per l'industria di marca la famiglia è una certezzaPer 81 famiglie su cento "in Italia non si stanno gettando le basi per il futuro". Per il 69% nel Paese "manca una visione condivisa sulle cose da fare". Per il 52% da noi "si vive peggio rispetto agli altri Paesi europei". Di contro, la famiglia emerge quale 'istituzione di riferimento', conferma la propria centralità, svolge sempre più funzione di serbatoio delle risorse economiche per costruire il futuro di figli e nipoti e di sostegno sociale supplendo alle carenze politiche e sociali. «La crisi, se governata, può trasformarsi in opportunità» ha dichiarato il direttore di Famiglia Cristiana don Antonio Sciortino «per riflettere e rivedere stili di vita e comportamenti, improntati a maggiore sobrietà, a minori sprechi. Se ne esce se tutti, nel proprio ambito, sapremo prendere coscienza della gravità del momento e attuare azioni per ridare fiducia alle famiglie e al Paese in vista del futuro. Ripensare una società a misura di famiglia può essere un buon punto di partenza». «Nel contesto di riscoperta e riaffermazione dei valori descritto nell'indagine» rileva Luigi Bordoni, presidente di Centromarca «trova spiegazione la tenuta della marca, anche in una fase di grave difficoltà economica delle famiglie. È proprio nell'insieme dei suoi valori, non solo merceologici o mercatistici, ma anche di responsabilità e di rigore nel senso più ampio, che la marca trova forza. In sintesi, nella sua 'reputazione'». |
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