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Nasce il network europeo "RFId in Europe"Il progetto “RFId in Europe” si pone l’obiettivo di aumentare la conoscenza in materia di RFId in tutta Europa, attraverso la creazione di una piattaforma federativa per tutti gli operatori europei leader nello sviluppo e nell’utilizzo della tecnologia e delle applicazioni RFId. Attraverso la Commissione Europea, la UE ha fatto notevoli investimenti in ricerca, nello sviluppo di standard , norme, consultazioni pubbliche, per quanto riguarda l’RFId e il nuovo concetto di Internet delle Cose. Le iniziative di ricerca continueranno, ma la UE percepisce ora la pressante esigenza di sensibilizzare gli utenti all’uso della tecnologia RFId allo scopo di diffonderla e mettere a frutto le opportunità offerte dalle applicazioni user-facing per quanto riguarda innovazione e possibili nuove prospettive. GS1 in Europe ha la responsabilità di effettuare il business monitoring e di coordinare le comunicazioni, le attività e le collaborazioni all’interno del network. Stephane Pique, direttore europeo EPC/RFId di GS1 in Europe afferma: «Siamo fieri di essere un partner fondatore e un membro del consiglio direttivo di questo network, poiché siamo convinti che questa iniziativa aiuterà tutti gli interessati a capire meglio le applicazioni, nonché le opportunità di business e collaborazione offerte da questa tecnologia. Inoltre, il network ci aiuterà a identificare meglio e ridurre gli ostacoli all’adozione della tecnologia RFId in Europa.» Se Stati Uniti e Cina sono attualmente i paesi che investono maggiormente in RFId, si stima che molto probabilmente il mercato europeo crescerà in misura significativa nei prossimi dieci anni. Viviane Reding, Commissario europeo per la società dell’informazione e i media, ha previsto che l’RFId consentirà a molte nuove applicazioni, da un lato, di generare crescita economica e, dall’altro, di rispondere a esigenze di natura sociale. Esprimendo il suo apprezzamento per il progetto ”RFId in Europe”, ha aggiunto: «L’RFId getterà le basi per una assistenza sanitaria più efficiente e più sicura, migliorando considerevolmente la gestione della supply chain e rendendo più economico il monitoraggio ambientale per un futuro più pulito e sostenibile. Abbiamo bisogno di una strategia europea pro-attiva, in modo da cogliere appieno i vantaggi dell’RFId e offrire, al tempo stesso, a cittadini, consumatori e aziende possibilità di scelta, trasparenza e controllo». “RFId in Europe” coinvolge già 25 partner provenienti da 17 stati membri;molti importanti operatori si uniranno al progetto come partner associati, facendo così massa critica in tutti gli stati membri dell’UE e in molti diversi settori applicativi. Per ulteriori informazioni sul network "RFId in Europe”, visita il sito www.rfidineurope.eu |
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