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di Daniela Del Boca, dal sito lavoce.info
Le donne soffrono di più la crisi: i dati in proposito sono molto chiari. La riforma del mercato del lavoro propone alcune misure apprezzabili, ma si tratta di interventi simbolici. Mentre non trovano spazio sufficiente la tutela delle donne, il riconoscimento del peso del loro ruolo familiare e gli incentivi a una loro maggiore presenza sul mercato del lavoro. Obiettivo di una riforma efficace dovrebbe essere la riduzione dei divari di generazione e di genere, già così ampi nel nostro paese. E dovrebbe cercare di diminuire, non di accrescere, la dipendenza dei figli dalla famiglia.
di Marco Cuppini
Da un po’ di tempo a questa parte si legge che i prezzi del “carrello della spesa” sono saliti più dell’inflazione, intendendo con questa espressione evocativa il paniere creato da Istat per raggruppare i prodotti e i servizi ad alta frequenza d’acquisto.
ISTAT, infatti, ha raggruppato ormai da tempo i singoli prodotti che fanno parte del paniere di riferimento dell’indice dei prezzi al consumo (indice NIC) in tre gruppi, classificandoli in funzione della frequenza di acquisto (Alta, Media e Bassa).
di Valerio Di Natale
Recessione, provvedimenti dell’Esecutivo e rapporti idm-gdo nel colloquio con Valerio Di Natale, presidente Indicod-Ecr in questa intervista concessa a Gdoweek
di Francesco Daveri dal sito Lavoce.info
L'obiettivo del decreto sulla concorrenza è aumentare l'efficienza e la crescita. Le riforme potranno ridurre il costo della bolletta energetica, delle assicurazioni o dei servizi notarili. Ma se ciò avverrà senza tradursi in un netto guadagno di efficienza e di possibilità di spesa per l'economia nel suo complesso, il "più" dell'utente sarà il "meno" del produttore che prima delle liberalizzazioni beneficiava di rendite monopolistiche. È l'effetto netto delle liberalizzazioni che fa salire il Pil: ottenere un "più 1 %" di crescita aggiuntiva non sarà facile.
di Michele Polo dal sito Lavoce.info
Il decreto del governo in tema di liberalizzazioni coinvolge un insieme molto ampio di settori e attività. Con alcune tematiche trasversali. Bisogna resistere all'impulso di fornire stime immediate sui benefici attesi dai provvedimenti. Da evitare anche un approccio quasi contabile alla quantificazione degli effetti, che ignora come lo sviluppo della concorrenza operi sull'intera catena produttiva. La maggior flessibilità in settori fino a ieri protetti richiede ammortizzatori sociali calibrati sulle loro caratteristiche e interventi capaci di accompagnarne la riqualificazione.
di Alberto Heimler dal sito Lavoce.info
Obiettivo di ogni liberalizzazione è l'eliminazione delle rendite associate a una regolazione ingiustificatamente restrittiva. Spesso però la liberalizzazione impone a chi ne beneficia significative perdite in conto capitale. Mercati come quelli di taxi e farmacie devono essere regolati perché vi sono obblighi di servizio pubblico. Che però non hanno niente a che vedere con gli assetti proprietari. Al progressivo declino del valore delle licenze, si potrebbe rispondere istituendo un fondo di compensazione. Oggi in Italia, più per i tassisti che per i farmacisti.
di Francesco Daveri dal sito Lavoce.info
Il Pil italiano è calato nel terzo trimestre 2011 dello 0,2%. E le stime per il prossimo anno sono tutte negative. Ma è presto per fasciarsi la testa. Con l'euro che si deprezza, il quadro sarà grigio per il mercato interno e più roseo per l'estero, come già nel 2010 e 2011. E se l'aggiustamento fiscale sarà efficace e accompagnato da una svalutazione fiscale, già nel secondo semestre 2012 potrebbero arrivare sorprese positive da consumi e investimenti.
di Guido Romano e Fabiano Schivardi dal sito Lavoce.info
La crisi ha colpito duramente le Pmi italiane. Ma l'evidenza dei dati di bilancio indica che il processo di ristrutturazione è andato avanti comunque. Il risultato è una marcata polarizzazione dei risultati. Le imprese espulse dal mercato erano già fragili prima e il credito bancario è stato allocato in modo selettivo. Quelle che sono cresciute sono caratterizzate da una maggior quota di capitale immateriale rispetto al totale dell'attivo. Anche durante la crisi, il successo è passato attraverso la "terziarizzazione" della strategia d'impresa.
di Valerio Di Natale
Non può che essere fortemente critico e preoccupato il giudizio che
le imprese del largo consumo riunite in Indicod-Ecr esprimono sulla
manovra varata dal Governo e sui riflessi su consumi già fortemente
contratti per una crisi che non accenna ad allentare i suoi morsi, sui
prezzi, costantemente spinti in su da benzina e beni energetici e sulla
fiducia delle famiglie, soprattutto di quelle appartenenti alle classi
più deboli la cui capacità di spesa è fortemente minata.
di Enrico Colla
I fattori di trasformazione economici e sociali hanno un forte impatto sui canali, costringendo la distribuzione d'Oltralpe a ricercare modelli alternativi sotto il segno della frammentazione e differenziazione dei formati. E intanto sperimentano la clusterizzazione dell'offerta, utilizzando i dati dei programmi fedeltà e del geomarketing
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