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Il largo consumo francese impegnato nella sostenibilità

di Enrico Colla*

Lo sviluppo sostenibile é diventato in Francia un tema centrale nell’offerta e nella comunicazione delle imprese nel settore del largo consumo.
Alcuni anni fa, produttori e distributori francesi manifestavano un certo ritardo rispetto a quelli anglosassoni per quanto riguarda l’attenzione ai temi ecologici. Imprese come Wal-Mart e Tesco, per esempio, sperimentavano nuovi negozi “verdi”, puntando sulla riduzione dei consumi energetici e l’utilizzo di energie “pulite”, rinnovabili e alternative. Le aziende francesi si preoccupavano invece di più degli aspetti sociali, relativi alla gestione delle risorse umane e ai rapporti con i fornitori.  Le prime prestavano maggiore attenzione ai temi ambientali e alla sostenibilità dello sviluppo economico, le seconde agli interessi dei dipendenti, clienti, fornitori e società civile.
La situazione sta però rapidamente cambiando: nonostante la crisi economica, le imprese francesi hanno aumentato il loro impegno ambientale ed ecologico nel corso degli ultimi due anni.
 

 

 

Natale con le bollicine per l'economia italiana?

di Francesco Daveri - tratto dal sito www.lavoce.info

A motore spento fino allo scorso giugno e con il turbo durante il terzo trimestre: ecco un riassunto dei fatti e delle prospettive a breve per l’economia italiana. Se i dati sulla produzione industriale rispecchiano ciò che sta avvenendo, il Pil potrebbe crescere di quasi due punti percentuali nel terzo trimestre rispetto al suo valore del secondo trimestre. Forse ci aspetta un Natale con le bollicine. 

 

 

La leadership nelle avversità

di Joanne Denney-Finch*

È stato un anno difficile, un anno veramente duro… recentemente si è registrata una lieve ripresa, e vorrei poter dire che il peggio è ormai passato, ma nessuno ci crede. Il futuro è sì una sfida … ma è anche scoraggiante. Rimango però ottimista riguardo a questa industry…perché il punto è la leadership, la leadership nelle avversità. Secondo una previsione dell’Istituto di Studi Fiscali inglese, il tempo necessario per riportare il debito pubblico al livello precedente la crisi del credito… è di 20 anni. L’Istituto ritiene che da qui al 2018 la riduzione del debito in media costerà alle famiglie circa 3.000 sterline l’anno. Oltre a questo, bisogna considerare il deficit del settore pensionistico… che per i cittadini britannici ammonta a circa 19.000 sterline pro capite. 

 

 

L'Italia alla fine del tunnel. A motore spento

di Francesco Daveri - tratto dal sito www.lavoce.info

L’Italia intravede appena l’uscita dalla recessione: in Europa la crisi si ferma ma qui non ancora. Vi siamo entrati male, provenendo da un quindicennio di crescita bassa, e l’abbiamo fronteggiata male: gli aiuti pubblici anti-crisi sono stati molto inferiori a quelli degli altri paesi europei. In ogni caso, la timidezza fiscale di oggi è soprattutto figlia dei dissesti finanziari del passato.
Le stime preliminari sulla crescita del Pil destagionalizzato dei paesi europei consentono di aggiornare il barometro della crisi alla fine di giugno 2009. I dati di Eurostat, assieme a quelli dei trimestri successivi al fallimento di Lehman Brothers, indicano prima di tutto che l’economia europea non è più in caduta libera. 

 

 

La concorrenza, il libero mercato e la crisi

di Antonio Catricalà*

Nel corso del 2008, soprattutto in ragione della crisi finanziaria ed economica, più volte l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato è stata chiamata a riaffermare che la concorrenza sviluppa nuova ricchezza da investire e da distribuire; che la valorizzazione delle competenze nella pubblica amministrazione, nelle professioni, nella formazione, nella ricerca e nel mercato stimola dinamismo e produttività; che la corretta misurazione dei meriti rende equa una competizione che non prescinda dai principi di sussidiarietà e solidarietà

 

 

Il commercio elettronico in Italia - Spunti di riflessione

di Filippo Genzini*

Il mondo del web è in continua evoluzione e per questo affascinante da esplorare, anche se riuscire a tenere il passo può risultare alquanto faticoso. Circola su YouTube, ed è già stato presentato in qualche convegno e meeting aziendale, un bel video. La sensazione immediata che ho provato quando per la prima volta il suo ritmo incalzante ha catturato la mia attenzione è stata di frustrazione: tutto va così veloce che diventa impossibile per chiunque tenere il passo anche solo delle novità relative ai campi di azione o ai settori per cui si ha un interesse specifico e diretto.

 

 

Agli italiani costa anche la disinflazione

di Enrico D'Elia - tratto dal sito www.lavoce.info

L'attuale fase di rallentamento dei prezzi potrebbe portare paradossalmente alcune conseguenze negative per le imprese italiane, aggravando gli effetti di una delle peggiori crisi del dopoguerra. I prezzi italiani, infatti, tendono a crescere meno di quelli europei solo quando l'inflazione accelera. Appena le tensioni rientrano, i nostri prezzi scendono meno della media, compromettendo la competitività del paese. Il settore più critico è quello dei servizi, dove ormai è indispensabile smantellare posizioni di rendita ed inefficienze. 

 

 

Il coraggio di guardare oltre la crisi

di Giuseppe Brambilla di Civesio*

La congiuntura mondiale manifesta forti tensioni e incertezze, in queste condizioni è vitale per un Paese moderno trovare nuove vie per innovare e recuperare competitività, a beneficio di imprese e cittadini.
L’intera economia mondiale è in allarme: il clima di fiducia continua a scendere, gli imprenditori, nell’ultimo anno, hanno rivisto al ribasso le proprie attese di crescita e in questo momento si aspettano al massimo un consolidamento del proprio business. 

 

 

Modernizzazione e competitività

di Bruno Aceto*

Dopo un 2008 ancora interlocutorio, nel 2009 gli effetti della crisi finanziaria internazionale hanno preso a emergere, con un forte impatto sull’attività economica. Le imprese aderenti a Indicod-Ecr denunciano, nel survey realizzato nei giorni scorsi, un netto calo delle attività, e questo riguarda sia le aziende industriali che quelle commerciali; il rallentamento continuerà anche nei prossimi mesi e toccherà tutti i comparti, con un particolare riguardo per il largo consumo e la grande distribuzione organizzata. 

 

 

Indicod-Ecr: un libro prezioso

di Luigi Rubinelli*

Nell'epoca del web 2.0, del podcasting e dell'Mp3, di Youtube e Facebook, c'è ancora bisogno di un libro fisico, addirittura in gran parte fotografico? Nell'epoca dell'iper e della metacomunicazione c'è ancora bisogno d’informazione? Ad entrambi i quesiti rispondiamo che questo libro, imperniato sulle attività delle aziende del largo consumo edito da Indicod-Ecr per celebrare i 30 anni di attività, è un bel regalo alla business community.

 

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