|
di Francesco Daveri - tratto dal sito www.lavoce.info
I dati confermano che l'attuale rallentamento, o recessione, non è solo un episodio congiunturale ma, almeno per l'Italia, è la continuazione di un trend negativo di crescita che ha cominciato a manifestarsi dalla metà degli anni Novanta. E nel tempo è cambiata la natura del processo di crescita dell'economia italiana. Dopo il 2000, l'incremento del Pil è trainato solo dall'aumento delle ore lavorate totali. La produttività mostra un andamento declinante nel biennio 2006-2007. In contrasto con le molte illusioni sulla rinnovata capacità di innovare delle imprese italiane.
di Enrico Colla*
Già dall’inizio dell’anno i distributori francesi potevano dedurre dai prezzi in fattura tutti i contributi finanziari concessi dai produttori, abbassando così i prezzi al consumo. Con l'approvazione della legge LME (Loi de modernisation économique) dello scorso agosto, è stata introdotta anche una maggiore libertà nella negoziazione. Gli effetti cominciano a manifestarsi sul mercato.
di Bruno Aceto*
La difficoltà in cui versa il contesto economico italiano rende sempre più critica e centrale la necessità di essere efficienti e preservare quanto più possibile i livelli delle vendite. Le imprese del largo consumo hanno iniziato a misurare il livello di servizio al consumatore, all’atto d’acquisto, cioè nel primo momento della verità. Le prime misurazioni erano preoccupanti: il tasso di rottura medio europeo oscillava tra il 7 e il 10% con punte anche oltre il 25-30%. Tra voi, quale azienda come cliente accetterebbe passivamente un simile disservizio?
di Carlo Scarpa - tratto dal sito www.lavoce.info*
La benzina è cara perché costa molto il petrolio. E chi vende il carburante al consumatore è strettamente controllato dalle compagnie petrolifere. Anche l'apertura alla grande distribuzione non ha dato grandi risultati. Si potrebbero però spingere le società petrolifere a cedere le loro reti di distribuzione, magari attraverso incentivi fiscali. Un gestore finalmente libero dagli attuali vincoli potrebbe cercare benzina a prezzi inferiori, mettendo in concorrenza diretta i produttori. A dare il buon esempio potrebbe essere l'Eni.
di Mariano Bella*
Prima di arrivare ad affermare che la crisi dei consumi è una possibilità concreta per il futuro molto prossimo del Paese, valga qualche considerazione generale, a mo’ di premessa sul ruolo dell’incremento dei prezzi che stiamo subendo. Un anno fa si cominciava a sentire la pressione del ritorno dell’inflazione. Per diversi motivi, tra i quali, bisogna ammetterlo, anche la disattenzione degli economisti, i contorni e le dimensioni drammatiche del fenomeno non apparvero subito chiari.
di Enrico Colla*
La Competition Commission ha concluso la sua indagine durata due anni con un rapporto positivo per la grande distribuzione: la concorrenza nel settore grocery assicura nel complesso buoni risultati ai consumatori. Ma alcune catene hanno posizioni forti su numerosi mercati locali e trasferiscono ai fornitori rischi eccessivi e costi imprevisti; la Commissione propone allora una serie di rimedi.
di Peter Brabeck-Letmathe e Dick Boer*
Creare uno shopping value sostenibile: questo è l'argomento delle tre giornate all’Ecr Europe Forum and Marketplace 2008 di Berlino. Sviluppo sostenibile e creazione di valore: due pilastri all'ordine del giorno di Ecr Europe.
di Francesco Daveri - tratto dal sito www.lavoce.info
Nel 2007 la crescita del Pil dell'Italia è stata inferiore di circa un punto percentuale a quella media dell'area euro. Ma particolarmente preoccupante è il confronto con Germania, Francia, Regno Unito e Spagna. Non si tratta di una novità: l'ultimo anno in cui il nostro Paese è cresciuto più rapidamente dei quattro grandi in Europa è stato il 1995, quando la nostra industria beneficiò di una cospicua svalutazione. La crescita potenziale limitata dell'economia italiana di questi anni dovrebbe rendere più cauti gli schieramenti nelle promesse elettorali.
di Enrico Colla*
Per limitare l’aumento dei prezzi al consumo in Francia è necessario, secondo il Governo, rendere più libere le negoziazioni fra produttori e distributori, e favorire così un’intensificazione della concorrenza. Il recente rapporto Hagelsteen spiega come sia possibile farlo e la ripresa dell’inflazione sembra favorire l’adozione delle sue proposte in un nuovo progetto di legge previsto a breve termine.
di Andrea Illy*
A nome di tutta la famiglia ringrazio per l'ospitalità e il calore con il quale ci avete accolti e per il bellissimo omaggio a mio padre.
Mio padre viveva un rapporto simbiotico con Centromarca.
Nella prima fase, negli anni Settanta, da vicepresidente, ha fatto propria, la centralità del consumatore e la marca come responsabilità.
E proprio allora ha cominciato a dire che il vero padrone dell’impresa è il consumatore.
archivio
Pagine
1
|